mercoledì 11 luglio 2018

lunedì 29 gennaio 2018

Agricoltura Sociale Lombardia

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Iniziative e novità GENNAIO 2018

Il nuovo anno parte con tante novità insieme alla rete Agricoltura Sociale Lombardia!
Sul nostro sito web www.agricolturasocialelombardia.it STORIE e OPPORTUNITÀ tutte da
scoprire:
PAVIA: A Pavia apre “La Bottega degli Ortolani”!
LECCO: Cascina Rampina: agricoltura sociale ingrediente prezioso per fare rete
RETE: TT AgriLab: per partecipare c’è tempo fino al 9 febbraio
RETE: Approvata la Legge regionale sull’agricoltura sociale

Non perdetevi inoltre gli aggiornamenti della nostra RASSEGNA STAMPA con articoli che parlano degli importanti traguardi raggiunti dalla nostra rete:

http://www.strategieamministrative.it/dettaglio-news/201819935-agricoltura-sociale-e-inclusione-lavorativa-un-modello-che-funziona/

http://www.italiachecambia.org/2018/01/agricoltura-sociale-inclusione-lavorativa-anno-traguardi-lombardia/

http://www.ilgiornaledeiveronesi.it/agricoltura-sociale-lombardia-un-anno-di-traguardi-sul-fronte-dellemancipazione/


Se volete segnalare NUOVE STORIE da poter divulgare attraverso interviste e approfondimenti scriveteci a: comunicazione@agricolturasocialelombardia.it

Vi aspettiamo per fare insieme sempre più sinergia: invitate i vostri amici e conoscenti a seguire le
nostre pagine Facebook e Twitter all’insegna della condivisione!

Al prossimo aggiornamento, buona giornata da Agricoltura Sociale Lombardia!

Lattuga, la scelta della varietà giusta e la coltivazione biologica

Lattuga, la scelta della varietà giusta e la coltivazione biologica: La coltivazione della lattuga è alla portata di tutti, basta seguire i giusti accorgimenti e scegliere le giuste varietà da piantare. Ecco le tipologie esistenti e le loro caratteristiche.

martedì 23 gennaio 2018

La coltivazione del pesco, la scelta delle varietà e le cure colturali

La coltivazione del pesco, la scelta delle varietà e le cure colturali: La coltivazione del pesco con metodi biologici desta molto interesse, essendo tra le cultivar più diffuse e amate d'Italia. Ecco quindi tutto ciò che c'è da sapere su quest'albero da frutto.

martedì 23 maggio 2017

Cosa e come seminare



A cura di Nora Bertolotti 













Cosa seminare 


Annuali: piante il cui intero ciclo vitale dura un anno. Solitamente si seminano in primavera, maturano e fioriscono in estate e vanno a seme a seguire.
Biennali: piante il cui intero ciclo vitale dura due anni. Solitamente si seminano in primavera o estate. Fioriscono più o meno 12 mesi dopo.
Perenni: piante il cui intero ciclo vitale dura tre anni o più. I tempi di semina sono differenti e specifici. (Le piante con fusto legnoso sono tutte perenni!)

Il mio consiglio è di cominciare con la semina delle annuali, più semplici e veloci. Nella scelta delle varietà è utile partire da seme con tutte quelle piante che non si trovano facilmente in commercio. Possiamo pensare a quello che non si trova sui banchi della frutta e della verdura e che non viene nemmeno venduto nella nostra regione come pianta da orto in alveolo. C’è una ricchissima scelta di semi da ordinare per corrispondenza o da scambiare con gli appassionati.

Semine particolari: alcune piante vanno seminate direttamente in campo, ad es. le piante da radice in genere come carote, rape, i rapanelli etc. e le leguminose (che hanno un apparato radicale che ama crescere da subito in profondità); altre si possono seminare  in contenitori e poi trapiantare in campo in seguito. Questo permette in alcuni casi di anticipare i tempi, in altri di tenere sotto controllo le giovani piante (che non sono appetibili solo per noi, ma per un’infinità di creature).
Le sementi tradizionali sono sementi di piante selezionate da generazioni di coltivatori (raccogliendo anno dopo anno i semi delle piante migliori) e hanno un’incredibile varietà genetica e caratteri stabili. Sono solitamente a impollinazione aperta, cioè si incrociano spontaneamente con piante compatibili, creando talvolta ibridi naturali, che possono differire nelle caratteristiche dalle piante madri. Quando si tratta di varietà locali sono anche piante che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche della zona.
Con l’impollinazione manuale e controllata dall’uomo si incrociano varietà diverse per avere discendenti con le caratteristiche migliori di ciascun genitore. Questo tipo di incrocio viene chiamato ibrido. Gli ibridi F1 sono semi che rappresentano la prima generazione nata da un incrocio tra due specifiche piante genitrici. Non è garantito che semi raccolti da piante nate da semi F1 avranno le stesse caratteristiche delle piante genitrici, in quanto i loro caratteri non sono stabili.
[Gli OGM, organismi geneticamente modificati, sono piante in cui il patrimonio genetico  è stato modificato in laboratorio, usando tecniche molto sofisticate. Le piante prodotte con queste tecniche sono brevettate e possono essere prodotte solo da chi ne detiene il brevetto. In pratica è vietato produrre la semente da piante OGM e riutilizzarla.]


Come seminare


Maggiore è la dimensione di un seme, maggiore sarà la profondità a cui andrà posto. Alcuni semi (ad es. quelli di papavero) non devono essere coperti dal terriccio, altri sì.
È importante conoscere le necessità di ogni pianta.
Se il clima è particolarmente umido è meglio seminare a una profondità un po’ inferiore a quella consigliata, per evitare marciumi e attacchi fungini.

Utilizzare per la semina un terriccio a grana fine, leggero e poco nutriente. Vanno bene    i terricci chiamati “da semina” o “da taleaggio”. Altrimenti si può fare in casa la “mista” ideale per la semina con: 2 parti di compost domestico setacciato, 1 parte di argilla, 1 parte di sfatticcio di foglie, 1 parte di sabbia vagliata (di fiume!).

È meglio evitare di spargere il seme direttamente dalla bustina, perchè non si riesce a controllare la quantità, nè dove i semi finiscono. In caso di semi medi e grandi posarli   nel palmo della mano. Se il seme è molto fine si può mescolarlo con della sabbia, per distribuirlo più facilmente.

Dopo aver posto il seme nel terreno in file o buchette, coprire con terra (se necessario), meglio se con un setaccio. Pressare molto leggermente con un oggetto piatto (ad es. una tavoletta di legno).

Innaffiare delicatamente con un annaffiatoio a rosetta fine o con uno spruzzino.

Quando è tempo di trapiantare le giovani plantule, sollevarle tenendole per le foglie, supportando contemporaneamente le radici; mai tenerle per il fusticino: è troppo fragile e si romperebbe o danneggerebbe irrimediabilmente!


Letture:


Michel e Jude Fanton, Manuale per Salvare i Semi dell’Orto e la Biodiversità, Il Filo Verde di Arianna.

Maria Thun, Matthias Thun, Christina Schmidt-Rüdt, Calendario delle Semine 2017, Editrice Antroposofica.


La classificazione botanica


Si deve al naturalista svedese Carlo Linneo (1707-1778) la attuale classificazione scientifica dei viventi. Essa utilizza sette raggruppamenti detti categorie sistematiche, ordinate in senso gerarchico dalla più piccola alla più grande: specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum, regno (+ dominio). La specie è la categoria per noi fondamentale ed è l’insieme di tutti gli individui con caratteristiche assai simili che, accoppiandosi, generano figli simili ai genitori e fecondi, cioè capaci a loro volta di generare figli.
Conoscere la nomenclatura scientifica (tassonomia) non è indispensabile, ma è utile sapere come funziona ‘a grandi linee’, per poter comprendere le informazioni che un nome botanico ci fornisce.

Genere
Specie
Subspecie
Varietà / cultivar
Beta
vulgaris
subs. cicla
‘Candida’


La rotazione si attua da un lato per evitare di crescere le piante in un suolo - non necessariamente impoverito - ma dove non c’è disponibilità di determinati nutrienti; dall’altro per contrastare il diffondersi di patogeni e avversità varie (ad es. parassiti o funghi), che colpiscono un determinato tipo di piante. Non c’è una regola sola definitiva che possa guidare la rotazione. Questa può seguire infatti diversi criteri.

Ecco alcuni spunti:

         sarebbe bene non piantare nello stesso terreno anno dopo anno piante della stessa famiglia (evitando di farlo per più di tre anni consecutivi).

         si possono alternare colture a radice profonda, che penetrano soli compattati e colture a radice superficiale e più espansa.

         la coltivazione di piante della famiglia delle Fabaceae ha un effetto benefico sul terreno, in quanto queste piante sviluppano simbiosi con un batterio (Rhizobium), responsabile della fissazione biologica dell’azoto molecolare, cioè della trasformazione dell’azoto atmosferico in forma gassosa in una forma facilmente assimilabile per le piante. Il Rhizobium deve però colonizzare un ospite poiché da solo non è in grado di effettuare la fissazione.

         si può seguire il principio di far avvicendare legumi, foglie, radici, frutti.

         o alternare piante molto esigenti in quanto a nutrienti ad altre poco esigenti.

         un’altra strategia può essere far precedere alla coltivazione di piante con fogliame minuto piante a foglia larga, che hanno l’effetto di sopprimere le erbe indesiderate.

Una rotazione a regola d’arte richiede quindi una pianificazione notevole! Ma basta un po’ di buonsenso per inventare la propria “formula”, tenendo sempre a mente di lavorare “con” e non “contro”.



Le famiglie botaniche nell’orto e in tavola:



Amarantacee
          Amaranto
Apiaceae (Umbelliferae)
          Aneto
          Anice
          Carota
          Cerfoglio
          Coriandolo
          Cumino
          Finocchio
          Pastinaca
          Prezzemolo
          Sedano
Asteraceae (Compositae)
          Arnica
          Assenzio
          Calendula
          Camomilla
          Carciofo
          Cardo
          Cicoria da foglie
          Cicoria da radice
          Girasole
          Indivia Scarola
          Indivia Riccia
          Lattuga
          Radicchio (Cicoria)
          Scorzonera
          Scorzobianca
          Tarassaco
          Topinambur
Boraginaceae
          Borragine



Brassicaceae (Cruciferae)
          Broccolo
          Cavolino di Bruxelles
          Cavolfiore
          Cavolo cappuccio
          Cavolo / Sedano rapa
          Cima di rapa
          Crescione
          Rafano
          Ramolaccio
          Rapa
          Rapanello
          Rucola
          Senape
          Verza
Capparaceae (Capparidaceae)
          Cappero
Chenopodiaceae
          Bieta a coste
          Bieta / Erbette
          Bietola da orto
          Quinoa
          Spinacio
Convolvulaceae
          Batata

Cucurbitaceae
          Anguria
          Cetriolo
          Luffa
          Melone
          Zucca (Cucurbita e Lagenaria)
          Zucchina

Fabaceae / Leguminosae
          Arachide
          Carrubo
          Cece
          Cicerchia
          Fagiolo
          Fava
          Lenticchia
          Lupino
          Pisello
          Soia




Iridaceae
          Zafferano
Lamiaceae (Labiatae)
          Basilico
          Issopo
          Lavanda
          Maggiorana
          Melissa
          Menta
          Nepetella
          Origano
          Perilla
          Rosmarino
          Salvia
          Santoreggia
          Timo
Liliaceae
          Aglio
          Asparago
          Cipolla
          Erba cipollina
          Lampascione
          Porro
          Scalogno
Poaceae (Graminae)
          Avena
          Frumento (grano duro, grano tenero, farro)
          Mais
          Miglio
          Orzo
          Riso
          Segale
          Sorgo
          Triticale (ibrido tra frumento e segale)
Polygonaceae
          Acetosella (Rumex)
          Grano saraceno
          Rabarbaro
Rosaceae
          Albicocco
          Ciliegio
          Cotogno
          Fragola
          Mandorlo
          Melo
          Nespolo
          Pero
          Pesco
          Sorbo
          Susino




Solanaceae
          Goji
          Melanzana
          Patata
          Peperoncino
          Peperone
          Pomodoro
Valerianaceae
          Valerianella








Buon vicinato


Le consociazioni sono accostamenti di piante che interagiscono favorevolmente fra di loro. Ci sono piante che invece sembrano dar prova di antagonismo. I primi esperimenti documentati di ricerca sulle consociazioni risalgono agli anni Quaranta del Novecento e sono stati effettuati da un coltivatore biodinamico, Richard Gregg. A parte alcuni esempi molto noti (la carota ama il pomodoro e la rosa ama l’aglio), si trovano informazioni molto diverse e contraddittorie sulla consociazione degli ortaggi. Solo l’esperienza personale potrà indicarvi la via da seguire.

Possiamo comunque seguire delle linee guida:


         in generale è bene non coltivare specie appartenenti alla stessa famiglia, ma intervallarle con altre piante, in modo da ostacolare la diffusione di patogeni e di insetti nocivi

         associare ortaggi a ciclo breve con ortaggi che occupano più a lungo il terreno

         non associare piante che occupano e sfruttano lo stesso livello del terreno (ma ci sono eccezioni)

         tenere presente i tempi di coltivazione, in modo che le piante a sviluppo più veloce non prendano il sopravvento

         evitare di coltivare insieme piante esigenti in fatto di nutrizione o che si ombreggino

         scegliere piante con simili esigenze idriche e di drenaggio.